Le risposte alle domande più frequenti su case discografiche, studio di registrazione, ecc.
Questa sezione è in continuo sviluppo pertanto, se non trovi tra le risposte qui riportate quella rispondente alla tua domanda, puoi sottoporcela tramite e-mail.
Domande sulle etichette discografiche
Domande sulle produzioni discografiche
Domande e risposte sulle etichette discografiche
Un funzionario di un’etichetta discografica indipendente mi ha contattato dopo aver sentito il demo della mia band dicendomi di avere molto apprezzato ciò che facciamo e di averci selezionato. Ci ha quindi proposto un contratto nel quale ci chiede del denaro per “dividere le spese” di produzione o di distribuzione e promozione, ecc. Possiamo fidarci?
No, poiché NON SI TRATTA DI UNA VERA ETICHETTA DISCOGRAFICA.
Le case discografiche, indipendenti o meno, piccole o grandi che siano, non richiedono MAI denaro agli artisti o ai proprietari dei masters di registrazione in genere. Anzi, sono esse a pagare questi ultimi attraverso “royalties” (percentuali sul prezzo di vendita al pubblico corrisposte sul 90% del numero delle copie vendute) alle quali -nel caso si tratti di etichette discografiche più importanti e con forte penetrazione nel mercato discografico- si somma anche un “recording costs advance”, un rimborso delle spese di registrazione che viene corrisposto alla consegna del master musicale finito.
Una sedicente etichetta discografica che chiede denaro all’artista è in genere legata a studi di registrazione a corto di lavoro o a finte agenzie di promozione che in realtà forniscono clienti a questi studi in cambio di una percentuale sull’ importo pagato dagli artisti.
Queste strutture non sono generalmente in grado di garantire nessuna promozione né al disco né all’artista o alla band che si ritrovano spesso con circa cinquecento o più CD stampati che saranno costretti a tentare di vendere durante i loro concerti; quando non accada addirittura che l’impegno a stampare i dischi venga disatteso e nessuna copia venga fatta pervenire all’artista o alla band.
Un finale, in ogni caso, ben diverso da quel che era stato prospettato inizialmente dalla sedicente casa discografica.
Altre strutture, invece, dichiarano di poter distribuire dietro compenso il disco realizzato dall’artista o dalla band in mercati come l’America Latina o in nazioni in cui sia difficilmente verificabile se la distribuzione nei negozi di tale disco sia effettivamente avvenuta oppure no.
Quale dei vostri pacchetti garantisce che il mio progetto musicale venga pubblicato da un'etichetta discografica?
Nessuno. Poichè nessuno è in grado di poterlo garantire! Questo vale per chiunque: dal piccolo produttore discografico alla potente agenzia di promozione.
Vi invitiamo fermamente a diffidare di chiunque dia per scontati sia la pubblicazione della vostra musica da parte di una casa discografica, sia il successo di vendita della stessa e questo anche qualora si trattasse di personaggi famosi che vi chiedano di investire denaro sul loro nome.
Accade più spesso di quanto si pensi, che questo genere di “investimento” costituisca unicamente una (in molti casi notevole) perdita di denaro per l’artista o la band, convinti di avere in tasca un grande successo discografico, per la presenza (pagata piuttosto profumatamente) di un nome tanto celebre quanto inutile, ai fini della promozione discografica.
La promozione discografica, infatti, va fatta secondo una precisa strategia che si avvale del contributo di esperti in marketing, magari dal nome meno altisonante ma dall’apporto sicuramente più decisivo ed utile ai fini di una promozione adeguata al vostro progetto discografico.
È accaduto più di una volta che diversi artisti ci abbiano raccontato di essersi trovati in situazioni come quella appena descritta.
Come posso contattare una casa discografica al fine di poter proporre il mio progetto musicale?
Le etichette discografiche -e parliamo di quelle vere!- non trattano mai con l’artista in prima persona ma con professionisti di consolidata fama con i quali hanno già rapporti professionali o che, in ogni caso, conoscano già attraverso le loro produzioni.
Inviare materiale a case discografiche essendo un artista, oltre a costituire una perdita di tempo e denaro in quanto tale materiale viene cestinato senza nemmeno essere ascoltato, può essere in alcuni casi dannoso per l’immagine dell’artista stesso.
La presentazione di un master musicale alle case discografiche va fatta secondo regole ben precise ed in una veste altamente professionale, secondo una strategia mirata che faccia, ad esempio, scartare tutte le etichette non adatte al genere musicale dell’artista o della band, per aumentare le possibilità di successo.
È possibile sottoporre un demo ad una casa discografica?
Per le ragioni che abbiamo elencato sopra, si tratta di un'azione
priva di senso.
Inoltre, va precisato che le etichette discografiche (parliamo sempre di etichette di un certo livello) non tengono mai in considerazione i demo. Esse esaminano unicamente prodotti finiti per poterli valutare e decidere se acquisirli o meno nel loro roster (catalogo).
Quindi, registrare un demo non serve a niente?
Sarebbe sbagliato pensarlo.
La funzione del demo è importantissima anche se è diversa da quella che di solito gli artisti credono essa sia.
Un demo è importante al fine di:
- impostare il sound della band, specie se si tratta di un gruppo esordiente e con poca esperienza che, avendo così la possibilità di potere riascoltare più volte il proprio lavoro, può fare più consapevolmente le sue scelte riguardo alla timbrica e all’arrangiamento dei brani musicali in esso contenuti;
- rivedere e correggere la stesura dei pezzi musicali, ad esempio eliminando parti in eccesso che “appesantirebbero” le canzoni.
(A chi non è mai capitato, specie se alle prime esperienze, di eliminare dall’introduzione del brano quelle 64 battute in 7/8 prima che inizi la parte cantata, che sono così belle da suonare in sala prove ma che, sentendo il demo, si rivelano un vero e proprio “mattone” che finisce con il rendere il pezzo una roba inascoltabile?!);
- evidenziare le eventuali imperfezioni tecniche della band (qualora ce ne siano) dando ad essa un efficacissimo strumento per poterle notare e sapere su quali possibili lacune mettersi a lavorare al fine di ottenere un suono sempre più compatto e coinvolgente. (A volte capita ai giovani gruppi che si registrano, specie le prime volte, che quella ritmica che in sala prove sembra fluente, lineare e precisa, ascoltando il demo si riveli tutto un “rallentare ed accelerare”, oppure di sentire che negli “stacchi” ritmici, che sembravano perfetti mentre si suonava, ognuno sta andando per conto proprio e gli strumenti sono tutti sfasati rispetto alla batteria, ecc…).
Un demo, in conclusione, serve a nostro avviso per
prendere coscienza sia dei propri limiti che delle proprie possibilità, oltre a poter essere visto come la
pre-produzione di un disco.
Molte bands
equivocano la funzione del demo ritenendo che esso sia ciò che viene
presentato alle case discografiche per poter ottenere un contratto, funzione questa non del demo ma del master di produzione. Non è certo compito dell’etichetta discografica
impostare il sound della band, né tanto meno provvedere alla
stesura e all’ arrangiamento dei brani correggendo le eventuali
lacune tecniche, come neppure
contattare lo studio e registrare il master di produzione. Un’etichetta discografica farà solo operazioni di natura
editoriale e promozionale su un master definitivo che avrà deciso di produrre.
Infine,
un’altra funzione del demo audio è legata alle bands che suonano unicamente
covers che hanno così la possibilità di
realizzare un CD da poter vendere o da dare ai gestori dei locali dove si suona musica dal vivo al fine di ottenere un ingaggio.
Siete disposti ad ascoltare un nostro demo?
Per correttezza nei confronti degli artisti, ci teniamo a precisare che siamo uno studio di registrazione e non un'etichetta discografica. Non dovrebbe essere quindi nostro compito, esprimere giudizi sulla musica dei nostri clienti, visto che il nostro lavoro, di fatto, consiste nell’adoperarci affinché quest’ultima venga registrata al massimo della qualità e suoni secondo i più elevati standards tecnologici ed artistici.
D’altronde, è pur vero che riceviamo moltissime richieste da parte di gruppi o artisti singoli, che chiedono di poterci inviare le loro registrazioni “casalinghe” e di fronte ad un numero così elevato di richieste, non possiamo certo restare indifferenti. Informiamo quindi coloro che siano intenzionati ad inviarci un loro demo, che:
- Pur facendo tutto il possibile per ascoltarlo, non possiamo dare totale garanzia che tale ascolto avrà luogo.
- L’ascolto sarà unicamente finalizzato ad esprimere la nostra opinione di natura artistica e tecnica su quanto pervenutoci. Ad essa, qualora richiestoci esplicitamente dall’artista, potrà seguire nostra proposta commerciale riferita al materiale inviatoci, circa i servizi offerti dal nostro studio di registrazione.
- La nostra opinione verrà espressa unicamente verbalmente ed attraverso chiamata telefonica che verrà effettuata dal richiedente ai numeri telefonici dello studio.
- William Benedetti Productions non sarà mai ritenuta in nessun caso responsabile da parte di nessuno, circa qualunque uso improprio da parte dell’artista o di terzi del materiale audio da essa ricevuto.
- Dischi fonografici, CD, musicassette e tutto quanto contenente il materiale inviatoci, non verranno mai restituiti.
- L’invio di materiale audio presso il nostro studio, comporta in ogni caso l’attenta lettura e l’approvazione delle precedenti clausole.
In che modo siete in grado di garantire che le etichette discografiche da voi contattate ascoltino di fatto la nostra musica?
Attraverso un contatto costante ed un monitoraggio continuo della campagna licenze (operazione attraverso la quale le produzioni musicali vengono presentate alle case discografiche) dei masters musicali che proponiamo.
Inoltre, sapendo anticipatamente a chi destinare la Vostra musica, attraverso un targeting (scelta dell’etichetta discografica in base al genere e al tipo di produzione che, in quel momento, questa sta cercando) preciso ed accurato.
Domande e risposte sulle produzioni discografiche
Qual'è la differenza tra un demo ed un master esecutivo?
Ciò che fa la differenza tra un demo ed un master esecutivo è, fondamentalmente, il tempo dedicato alla sua realizzazione e post produzione. Noi eseguiamo quest’ultima anche su un semplice demo in modo che possa essere notata subito la differenza tra una registrazione di qualità realizzata nella nostra sala d’incisione e quella di un qualunque altro studio, (soprattutto se la necessità di un artista o di una band è quella di “emergere dal mucchio”) anche quando la sua session sia durata solo pochi giorni.
Leggi anche "funzione del demo".
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